venerdì 12 dicembre 2014

L'ANGOLO

Nelle giornate trasparenti
lo si vede distintamente – l’angolo.
Anche da lontano si riconoscono
le sagome scalene di quelli che svoltano.

Oggi c’è foschia: appena s’intravede
la nuca di chi precede.

L’angolo non è visibile.

Gli ultimi della fila
lo percepiscono solo per sentito dire.

Fischiano allegramente
guardandosi attorno
e una contentezza li pervade
d’inconsapevolezza.



da: Inconsapevoli viaggi - 2007

sabato 6 dicembre 2014

Benjamin Fondane - È a voi che parlo....


La poesia è un bisogno e non un godimento,
un atto e non un abbandono, un'affermazione di realtà.
(B. Fondane, Faux traité d'esthétique)


Benjamin Fondane (Iași14 novembre 1898 – Auschwitz2 ottobre 1944) è stato un filosofo e scrittore rumeno.
Appartenente ad un'importante famiglia di intellettuali ebrei, di origine tedesca, cambia il suo originario cognome Wechsler in quello di Fundoianu, nome del territorio di provenienza e dalla fusione dei nomi del nonno materno con quello del nonno paterno. Si trasferisce a Parigi nel 1923 ove continua la sua attività di scrittore e pensatore. Diviene amico di Šestov e si appassiona alla filosofia. Oltre al pensiero di Šestov studia l’opera dei massimi filosofi occidentali tra cui Nietzsche e Heidegger.
In seguito si impegna nella formulazione di un pensiero che fosse il superamento del razionalismo occidentale. Durante gli anni trenta, Fondane si trova al centro della vita intellettuale francese ed anche europea. Per il polemista Fondane, il pensiero si definisce come una lotta, come anche per Chestov, che reputava che la filosofia non fosse conoscenza ma una lotta accanita contro la morte per la libertà. È in questo spirito che egli suscita un dibattito nel 1936 sull'interpretazione di Kierkegaard in Francia. Egli punta più in particolare a Denis de Rougemont, a Rachel Bespaloff, così come a Jean Wahl.
Nel marzo del 1944 viene arrestato dalla polizia di Vichy; i suoi amici riescono a ottenere la sua liberazione, ma Fondane non vuole abbandonare sua sorella Line. Viene allora deportato dapprima al campo di Drancy, poi ad Auschwitz il 30 marzo.
fonte: Wikipedia® 

giovedì 20 novembre 2014

IL TESTAMENTO DI ICARO



                                                 Caelum ipsum petimus stultitia
                                                                 (Orazio – Odi 3, 38)


In ogni angolo cercasti o padre
Un foro che ci aprisse alla libertà
E quando la rinuncia ti fu accanto
Alzasti il capo come a ragionare.

Dal memoriale della natura
Ti sovvenne allora una pagina
E di piume e di cera facesti appendici
Alle nostre scapole.

Sospesi nel dominio degli uccelli
Mi dicesti: – Al sole troppo non t’accostare!
Le tue ali colerebbero come candele al buio.
Non verrà altra vita ad assolverti.

Inebriato da quella vigna di luce
Scordai padre le tue consegne
E degli abissi fui giovane arredo.
Non venne altra vita ad assolvermi.


da: Formicaio barocco - 2004







domenica 9 novembre 2014

NON SPIATE I POETI

non spiate i poeti ficcando
l’occhio nel buco della serratura. scrutare
se dalle loro pupille spuntano versi
appollaiati sulla colonna delle illuminazioni:

potreste vederli ridere
seduti su una ferita aperta maledicendo a un foglio
nudi con una cravatta gialla.

leggeteli – se vi è possibile –
come rami d’albero
che le foglie al chiamo
trattengono dell’autunno
sotto la corteccia.


(Inedito)

giovedì 6 novembre 2014

I VECCHI DI SAN CANDITO

Su un circolo di sedie
Stanno come solo possono
I libri chiusi.

Lì sono.


da: Formicaio barocco - 2004





domenica 2 novembre 2014

DE PROFUNDIS

O moltitudine sommersa
Abitatori di pi greco
Deposta l'umana sembianza
Concime divenite d'orto
Mèmori delle nostre bocche.


da: Formicaio barocco - 2004

sabato 1 novembre 2014

IL SEGRETO RUMORE

                                              a Miguel Hernàndez


Di noi poeti di città
accademici delle filosofie socratiche
intellettuali da salotto
che ci cingiamo dell’antico lauro
la fronte asciutta.

Di noi biografi dei sentimenti
accorti delle gesta di natura
seduti alle calde scrivanie di mogano
con le dita picchiettando
sulla tastiera del PC.

Chi di noi conosce
– poggiato l’orecchio –
il rumore del latte
che giunge alle mammelle
delle capre dormienti?

Quel segreto rumore
che solo i poeti caprai
nascondono al silenzio.




da: Inconsapevoli viaggi, in Il venditore di suoni tattili - 2007