sabato 20 agosto 2016

NEANDERTHAL

L’arbitrio di Kronos mi consegnò
in un groviglio di vegetazione 
e grida di bestie che rompevano il silenzio.

Come un demone deforme
m’impaurì il fuoco 
malignamente scaturito dall'alto.
Ebbi il coraggio di rubarne un poco:
era caldo e luceva
e lo custodii 
perpetuandone i tizzoni
a futura memoria.

Di mezzo alla notte
fui attratto dall’odore di femmina
e mi congiunsi a lei 
e mi piacque 
quell’odore di fieno umido.
Quel lamento di desideri 
ci piacque.
Ci tenemmo compagnia fino alla sponda del mattino.
Da quella promessa fummo uomo e donna.

Compresi la morte
– sempre immaginata come 
un prolungatissimo nascondimento – 
e imparai a seppellire i corpi 
con fiori e cibo
perché potessero profumarsi e cibarsi 
dove non v'è segno.

Una sera 
mi venne di levare lo sguardo in alto
– silenziosamente.
Sentii in me farsi tenera l’inquietudine.

Pazientemente graffiai sulla roccia 
le cose che mi furono belle 
e questo di me che avvenne
prima delle vostre teologie.

(da: Il venditore di suoni tattili - 2007)

venerdì 19 agosto 2016

IL CRISTO DI IVAN VEČENAJ

lo disegnai su cartoncino bianco
100×50 con mina morbida
la Pasqua del mille e novecentosettantacinque.

imparai a mente la figura tagliuzzata di quel Corpo
attorcigliato a un tronco d’albero
dove cola il fiume la sua parlata podravina.

lo regalai a una ragazza del sud
non ne ricordo più il nome
ma nella mano m’è rimasto il segno dei cristi
dei rami storti
di tutte le gerarchie delle invocazioni.

sotto le palpebre chiuse
con due tratti neri ci nascosi una bugia:
chi l’avesse scovata
è pregato di pubblicarla sulla gazzetta

per tre volte
al canto del gallo.


(aprile 2015)

giovedì 18 agosto 2016

TALAMO


delle mie carezze
te ne ricorderai
tu sola

prendimi nel buio le mani
e copri dal freddo
la verità.

lunedì 5 gennaio 2015

Leggendo Giorgio Caproni: «Alba»

                     


GIOVEDÌ 13 MARZO 2014 
VENEZIA, ISTITUTO VENETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI 

Luca Zuliani legge e commenta la poesia di Giorgio Caproni.

sabato 3 gennaio 2015

MEDITERRĀNEA

bruciata terra copre le nostre radici
e come fiori secchiamo nei vasi.

la tenebra ci stiva dentro una forma galleggiante
stretti stretti a una sola speranza: delle spighe
la luce accecante.

ma per la semina in comunanza
quale il soldo da versare?

inchinarci al trono d'occidente?
cancellare le orme a ogni passo?
estinguerci come involute croci?

15 febbraio 2011



(inedita)

mercoledì 31 dicembre 2014

DON CHISCIOTTE

A pelle non vestirei questa latta
Se non per onesta causa errando.
Non mi adonta la mala stella - solo
Rincresce dello scudiero il ghigno
per il mio culo strappato di sella.

Dalla polvere scuoterò le braccia
E seminandole di buona agricoltura
Di nuovo aspetterò la fioritura
Di me improvviso
Dove si fa ventre la prospettiva.

da: Formicaio barocco - 2004


martedì 16 dicembre 2014

CONVERSAZIONE

Sta lasciandosi il giorno alla sera
– disse il padre. Sento il profumo dei gelsi
e c’è abbondanza qui
e una quiete per il sonno
domestica.
Non è notte – rispose il figlio –
e il digiuno non fiacca le mie gambe.
Dietro il colle stanno grappoli d’oro
e un desiderio ci scoprirà
indomito.

da: Vocianti - 2010